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 01-06-2014
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COME CHIEDERE ASSISTENZA

Chi può rivolgersi all’ADAS?
Tutti i pazienti con dolore cronico o affetti da patologie inguaribili in fase palliativa di malattia con necessità di presa in carico domiciliare sia per problematiche legate alla difficoltà ad accedere ai servizi ambulatoriali, sia per problematiche legate alla complessità dei trattamenti.

Come posso fare per utilizzare l’ADAS?
Ruolo centrale nell’attivazione del servizio è rappresentato dal medico di famiglia quale riferimento ufficiale per qualunque attività domiciliare. Ciò premesso possono verificarsi due condizioni:

  • In caso di pazienti in fase palliativa di malattia e cioè che abbiano terminato eventuali terapie causali (chemioterapia, radioterapia) l’attivazione è possibile:
  • se il paziente è al domicilio: previa richiesta del servizio da parte del medico di famiglia all’Unità di Cure Palliative territoriale (ASLCN1) che provvederà a una prima valutazione e successivamente, qualora lo ritenga opportuno, autorizzerà la presa in carico da parte ADAS;
  • se il paziente è ricoverato in ospedale: previa richiesta da parte dei medici del reparto di consulenza del servizio di Cure Palliative territoriali che, dopo opportuno confronto con il medico di famiglia, autorizzeranno l’eventuale presa in carico da parte ADAS.
  • In caso di pazienti ancora in fase terapeutica, se oncologici o con problematiche di dolore cronico, l’attivazione del servizio avverrà su richiesta diretta dei familiari, del medico di famiglia o dei medici del reparto in caso di pazienti ricoverati. Tali richieste dovranno pervenire al coordinamento dell’ADAS (tel. 0171/641044) che provvederà a contattare il medico di famiglia per concordare l’eventuale presa in carico, qualora il curante lo ritenga necessario e attuabile.

Come si svolge il servizio ADAS?
Prima di ciascuna presa in carico viene proposto un colloquio con i familiari per illustrare nel dettaglio le caratteristiche del servizio offerto dalla Fondazione; parallelamente viene valutata la composizione della famiglia e individuata una figura che assumerà il ruolo di “caregiver” e cioè di familiare referente nei rapporti con l’équipe. Verificate le condizioni per l’attivazione dell’assistenza, ciascun paziente viene assegnato a un’infermiera che è il punto di riferimento per il malato e per la famiglia e a un medico ADAS che si affiancherà a quello di famiglia nelle scelte terapeutiche e diagnostiche. Al fianco di tali figure, in relazione alle necessità assistenziali rilevate, può essere inserita l’attività delle OSS (Operatrici Socio Sanitarie) e delle fisioterapiste. Un discorso a parte vale per l’attività degli psicologi. A ciascun paziente viene proposto un primo colloquio con tali professionisti al fine di poter pianificare un’assistenza che consideri l’individuo in tutti i suoi aspetti. Successivamente i colloqui psicologici potranno essere richiesti in qualunque fase dell’assistenza sia dal malato sia dai familiari. Nel corso dell’assistenza potranno inoltre essere forniti, direttamente dalla nostra Fondazione, ausili e presidi quali letti, sedie a rotelle, pompe infusionali, ecc.

Da chi è composta l’èquipe?
Coordinatore medico, coordinatore infermieristico, infermiere, medici specialisti in cure palliative e/o terapia del dolore, OSS, fisioterapisti, psicologi, volontari.
I volontari rappresentano un’incredibile risorsa per la Fondazione. La loro attività si articola in tre diversi campi:

  • disbrigo pratiche per la famiglia quali ritiro ricette, ritiro farmaci ma anche banali commissioni, sgravando in questo modo i familiari da tali incombenze che potrebbero sottrarre tempo all’assistenza dei loro cari;
  • supporto al personale infermieristico per il ritiro e la consegna di farmaci dai Distretti dell’ASL e ritiro, consegna ed eventuale assemblaggio dei presidi medici forniti dall’ADAS;
  • assistenza domiciliare ai pazienti (ascolto, conversazione, letture) nel caso in cui i famigliari abbiano la necessità di tale supporto.

Quanto costa il servizio ADAS?
Nulla: il servizio è sempre gratuito, sia per la famiglia sia per l’ASL. La Convenzione stipulata non prevede infatti alcun rimborso a favore dell’ADAS anche da parte del Servizio Sanitario Nazionale e ciò nel rispetto delle scelte di servizio umanitario e sociale che vennero prese sin dalla fondazione dell’ADAS.

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Corso Dante 58 

12100 Cuneo


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 0171641044 0171696729

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